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Madre Morano

Beata Maddalena Caterina Morano

Suora “Figlie di Maria Ausiliatrice”

 

Nel Martirologio Romano la memoria è il 26 marzo. A livello locale e nella sua Congregazione è celebrata il 15 novembre.

 

Maddalena Caterina Morano, sesta di otto figli, nasce a Chieri, in provincia di Torino, il 15 novembre del 1847.

 

A otto anni perde il padre Francesco e la sorella maggiore e inizia ad aiutare la madre nel lavoro. Riprende gli studi grazie allo zio sacerdote. La maestra la nomina aiutante delle più piccole.

Intanto incontra per la prima volta don Bosco, che si trovava di passaggio a Buttigliera d’Asti. Maddalena è portata all’insegnamento e a 17 anni, presso la Scuola di Pinerolo, consegue il diploma magistrale.

A 19 anni inizia a insegnare a Montaldo Torinese: lo farà con diligenza e competenza per quattordici anni, guadagnandosi il rispetto e la stima di tutto il paese.

Nel 1878 Maddalena si consiglia col suo direttore spirituale e, dopo aver comprato una casa alla madre con i suoi risparmi, va a parlare con don Bosco che l’indirizza a Mornese dove Madre Mazzarello l’accoglie festante; fu subito messa ad insegnare.

 Nel 1880 si consacra a Dio con i voti perpetui e, in quell’occasione, ripete a Gesù la sua preghiera: “Signore, non permettere che io muoia senza essere arrivata alla santità. Fammi Santa!”.

Nel 1881, sotto richiesta dell’arcivescovo di Catania, Maddalena viene inviata a dirigere la nuova opera di Trecastagni, dove servivano tre maestre. Per quattro anni dirige, insegna, lava, cucina, è catechista ma soprattutto testimone, tanto che cominciano a bussare le ragazze: “vogliamo essere come lei!” Dopo una pausa di un anno a Torino, dove dirige la casa FMA di Valdocco, viene rimandata in Sicilia come visitatrice, direttrice e maestra delle novizie.

Ha il compito di fondare nuove case e di formare sante suore. Volgendo costantemente “uno sguardo alla terra e dieci al Cielo”, apre scuole, oratori, convitti e laboratori in ogni parte dell'isola.

Sorgono nuove numerose vocazioni, attratte dal suo zelo apostolico e dal clima comunitario che si crea intorno a lei. Il suo molteplice apostolato è apprezzato e incoraggiato dai Vescovi. A Catania le affidano l'intera Opera dei catechismi, la fondazione di nuovi oratori e il Convitto dell’Istituto Magistrale. Devotissima di S. Giuseppe e di Maria Ausiliatrice, che la guidarono nelle nuove fondazioni, riuscì ad inculturare fedelmente il carisma di don Bosco e il Sistema Preventivo.

 

Minata da un'affezione tumorale, il 26 marzo 1908 suor Maddalena Caterina Morano muore a Catania. Alla sua morte le case della Sicilia sono 18, le suore 142, le novizie 20, le postulanti 9.

Le sue spoglie, esumate il 1° dicembre 1993, oggi sono deposte in un’urna di vetro esposte ai fedeli nella nuova cappella. Esse hanno riposato nel cimitero di Alì Terme fino al 12 settembre 1939, giorno in cui vennero trasportate nella cappella dell’Istituto Maria Ausiliatrice, la “casa del suo cuore”, in mezzo alle sue figlie.

 

Maddalena Caterina Morano è stata elevata agli onori dell'altare dal Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) il 5 novembre 1994, nella stessa città dov’era morta.

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