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Noi ed il grande WEB Noi ed il grande WEB

Una nuova sfida educativa nell’era digitale

A cura di M. Mercurio

 Quando si parla di nuove tecnologie si è portati subito a pensare agli strumenti che utilizziamo quotidianamente per comunicare e che stanno velocemente cambiando il nostro modo di interagire con gli altri. La storia dell’uomo è però da sempre costellata da grandi cambiamenti dovuti all’introduzione di nuove tecnologie. Già in epoca antica, importanti innovazioni avevano cambiato radicalmente lo stile di vita delle persone. Invenzioni come la rete da pesca, l’ago per cucire, il mantice, l’acquedotto, la carta, la stampa, la bussola, costituiscono solo pochi esempi di come l’avvento di nuove tecnologie abbia profondamente cambiato il mondo fin dalle sue origini.

Il processo si è di molto amplificato con l’avvento della rivoluzione industriale. Essa difatti ha portato le innovazioni meccaniche, oltreché nelle industrie, anche nelle case e nelle fattorie.  Le innovazioni sono sempre esistite e, almeno per quanto riguarda aspetti quali la longevità, l’istruzione, la salute e la disponibilità economica dell’individuo medio, si potrebbe a ragione affermare che esse (almeno in gran parte) hanno condotto ad un aumento del benessere sociale. Se proviamo a pensare ad un passato in cui non vi erano abiti tessuti a macchina, lavastoviglie, lavatrici, ferri da stiro, automobili, fotografie, frigoriferi e condizionatori, televisori, cellulari, pare impossibile tornare indietro. E per certi versi non ne saremmo forse capaci.

Se le innovazioni fanno parte della storia dell’uomo, fin dalle sue origini, il termine “Tecnologia” viene introdotto in ambito scientifico solo a partire dal 1777, quando Johann Beckmann scrisse il libro Anleitung zur Technologie (introduzione alle tecnologie) e ne promosse lo studio sistematico. 

Il termine deriva da due parole greche: techne e logos. Con la prima gli antichi greci facevano riferimento all’insieme di arti, capacità di invenzione e abilità di esecuzione; con logos, invece, essi si riferivano al linguaggio ed alla comunicazione. Il significato della parola  “tecnologia” potrebbe quindi essere inteso come discorso, linguaggio sulle invenzioni, sulle arti.

Beckmann fu tra i primi a riconoscere un concetto molto importante in materia di innovazioni:  una nuova invenzione, egli affermò, perché possa compiersi, richiede l’esistenza di invenzioni precedenti.

Recentemente Kelly, riprendendo il concetto di Beckmann, va addirittura oltre ritenendo non solo che  il processo delle invenzioni sia inevitabile, ma anche che esso si sviluppi sempre verso invenzioni migliori. In un certo senso, sostiene l’autore, le innovazioni non possono non arrivare in un determinato momento storico, stante il livello di conoscenza già esistente.

Per fare un esempio, è come dire che, una volta inventato Internet, risulta poi inevitabile l’invenzione dei social network. Certo ogni invenzione può assumere forme differenti e non necessariamente prestabilite che dipendono dall’inventore.  Facebook è così perché rispecchia le volontà del suo ideatore Zuckerberg; ma se non fosse esistito Zuckerberg è possibile che in qualche parte del mondo un’altra persona avesse un’idea simile a quella di Facebook. Allo stesso modo si potrebbe considerare inevitabile l’invenzione del cellulare ma non quella dell’iPhone.   A favore di questa interessante teoria sarebbe anche il fatto che molte invenzioni avvengono quasi in contemporanea in parti molto lontane del mondo. Pensiamo ad esempio all’invenzione del telefono avvenuta in un brevissimo lasso temporale da parte di Bell, Gray e Meucci, tra loro a distanza di molti chilometri, senza che probabilmente  i vari inventori conoscessero il lavoro svolto dai colleghi. In tutti i campi della tecnologia questa non è una situazione che si presenta raramente.  Perché tutto questo discorso risulta importante in ambito educativo?

Si ritiene che  non si possa pensare alle nuove tecnologie solamente come ad un insieme di strumenti tecnici che vengono utilizzati in modo più o meno adeguato dai giovani.  Le innovazioni nel mondo della comunicazione fanno parte di un processo culturale molto più ampio, per certi versi inevitabile, che coinvolge tutti gli aspetti della nostra vita. Forse dovremmo iniziare a ripensare alle nuove tecnologie non solo come ad un insieme di strumenti tecnologici, ma come ad un fenomeno culturale vero e proprio.  Se il processo di innovazione, così come sempre in passato, continuerà a procedere, è lecito aspettarsi che l’attuale cultura e livello di conoscenza costituiranno la base per ulteriori innovazioni anch’esse, per certi versi, inevitabili.  Rispetto al passato, inoltre, ci sono due aspetti importanti da considerare con riguardo alle innovazioni del nostro tempo: l’immaterialità e la velocità. 

Mentre ancora oggi, sebbene in forma evoluta, possiamo utilizzare una zappa, già più difficilmente useremo una audiocassetta per registrare un brano musicale. Software che hanno cambiato il modo di lavorare di molte persone (si pensi ad esempio alla videoscrittura WordStar degli anni 90) non esistono più da tempo.  Le novità arrivano in un lampo e spesso in un lampo vengono sostituite. Forse la ragione della straordinaria accelerazione del numero di invenzioni prodotte nel nostro tempo è data, anche, dalla possibilità di incontro di moltissime menti che, rispetto al passato, possono collaborare alla risoluzione di un problema senza limiti spazio-temporali.  Si pensi, ad esempio, alla straordinaria quantità di cervelli che lavorano alla realizzazione di un software open source, situazione senza precedenti nella storia, resa possibile dall’affermarsi delle comunità virtuali.  La velocità con cui le innovazioni stanno giungendo nelle nostre case e stanno modificando i nostri schemi di interazione in tutti i contesti di vita ci impone di non poter trascurare l’argomento. Un fenomeno sociale come Facebook potrebbe non durare a lungo, ma sarà alla base di un nuovo modo, probabilmente più evoluto, di stare in relazione con gli altri, che potrebbe arrivare in un futuro prossimo.  Siamo parte di un processo che muove inesorabilmente nella direzione della complessità e non possiamo ignorarlo. 

Recenti ricerche in ambito neuropsicologico stanno evidenziando che l’utilizzo di strumenti informatici, come ad esempio di un motore di ricerca, è in grado di modificare le connessioni cerebrali in meno di 7 giorni.  I nativi digitali richiedono quindi, da parte delle figure di riferimento, nuove modalità educative e questo anche in funzione della loro stessa configurazione cerebrale. In ambito scolastico gli insegnanti dovranno conoscere fenomeni emergenti, quali, ad esempio, il cyber bullismo, le nuove reti amicali online, il sexting, per poterli adeguatamente affrontare in classe. 

Sarà inoltre, a mio avviso, inevitabile, in ambito scolastico, un urgente adeguamento dei metodi educativi alle esigenze di giovani nativi digitali. Essi infatti, abituati al multitasking e a nuove modalità di gestione dell’informazione, tenderanno a mostrare sempre più problemi di attenzione, qualora l’istituzione scolastica dovesse restare ancorata ai metodi educativi del passato.  Anche i genitori dovrebbero aumentare la conoscenza e la consapevolezza di ciò che accade online e del funzionamento delle principali tecnologie utilizzate dai propri figli in modo da poter adattare gli insegnamenti dei valori, delle regole di vita sociale e convivenza civile anche al mondo delle nuove tecnologie.  L’acquisto di un computer, di un tablet, di un videogioco o di uno smartphone non possono considerarsi un semplice acquisto di un bene materiale. Sono molto di più. Acquistare uno di questi strumenti non è come acquistare un semplice elettrodomestico. Si tratta di oggetti che hanno un forte impatto culturale, psicologico e sociale sulla vita della società giovane.   Strumenti altamente sofisticati che talvolta rappresentano un’esigenza sociale imposta dal gruppo dei pari, talvolta di una necessità di controllo dei genitori, talaltra di una possibile modalità di vivere i primi approcci sessuali/seduttivi, di una possibilità di utilizzare un’infinità di ulteriori invenzioni immateriali, come ad esempio tutti i software potenzialmente scaricabili e installabili per compiere moltissime ulteriori azioni.

Sarebbe  molto riduttivo affrontare l’argomento cercando, ad esempio, di definire a quale età sia giusto acquistare o meno un cellulare. Solo i genitori saranno in grado di valutare quale strumento tecnologico sia adatto, in un particolare momento di vita, per i propri figli, in modo non diverso dalla scelta del momento giusto per acquistare loro una bicicletta o un paio di  sci o definire l’orario a cui bisogna rientrare la sera.  La scelta dipenderà da moltissimi fattori, alcuni riferiti al ragazzo, come ad esempio l’età, il livello di maturità raggiunta, esperienze precedenti; altri riferibili allo stile educativo dei genitori che potrebbe essere, ad esempio, più o meno permissivo, più o meno protettivo; altri ancora riferibili al contesto sociale, al contesto fisico, economico e così via.  In alcuni casi sembra che con riferimento all’utilizzo delle nuove tecnologie ci sia una difficoltà a trasmettere i valori che da sempre sono stati propri dell’educazione familiare.

Genitori e insegnanti sono figure fondamentali nell’educazione dei giovani ora come in passato. Il loro ruolo non è sicuramente messo in discussione dall’avvento dei nuovi media; talvolta però può essere necessario un intervento professionale per aiutarli ad adattare le regole di sempre alla cultura del web e alle esigenze dei nostri giovani nativi digitali. 

vantaggi e svantaggi

Il primo grande merito dei social network è indubbiamente quello di aver facilitato la comunicazione: basta avere la connessione a Internet per parlare in tempo reale con persone dall’altra parte del globo, grazie alle webcam addirittura vederne il volto.

 Riusciamo a mantenere i contatti nel tempo più facilmente e procurarne altri in modo ancor più semplice, e in questo vastissimo intreccio di reti sociali virtuali le informazioni viaggiano alla velocità della luce e le idee circolano e si modificano continuamente, permettendo anche la diffusione di informazioni “non ufficiali” che non potrebbero essere diffuse. In questo modo qualunque tipo di informazione è accessibile a chiunque, in modo semplice, avvolte invasivo. Si ha la necessità d’informare cosa si sta pensando, dove si è, con chi si è, si esternare sentimenti e relazioni on-line senza alcun riservo o privacy. Lo strano mondo delle relazione nell’era dei network, poiché si può anche pensare che una rivoluzione è in atto. L’era del Network che si fa sapere tutto di tutti in pochissimo tempo,

 

Nonostante i meriti da riconoscere ai social network, è necessario parlare anche dei problemi che nascondono. Sono moltissimi coloro che sono riusciti a guadagnarsi i tanto agognati quindici minuti di popolarità nella piazza virtuale, anche a costo di ridicolizzarsi o di accendere i riflettori sulla propria vita privata. Importante è tutelare i propri dati personali per evitare sgradevoli inconvenienti.  Hai nostri giorni assistiamo distratti al becero stile di fare politica attraverso gli annunci Network, dimenticando che la politico come compito primario, ha: la capacità relazionale, di concertazione, di guardare oltre poiché una legge, un decreto è una risposta seria al bisogno della comunità UMANA e CIVILE. La musica, il cinema, la pubblicità il commercio parla in network.

E' da tener presente che pur favorendo lo sviluppo di relazioni virtuali, i social network portano molti utenti a isolarsi dalla vita sociale reale in quanto le amicizie online sono più facilmente gestibili. Infatti lo sviluppo dei social network ha inevitabilmente portato delle conseguenze nel cambiamento delle interazioni sociali, sia positive che negative.

Il dramma della solitudine in questo terzo millennio è assai grave. Pensiamo alla medicina in line, lo psicologo on-line, incontri amorosi on-line, tutto attraverso il filtro, con delle sensazioni affettive e sensoriali limitate al web. Ma il Web, i network non sono realtà oggettivamente negative, anzi, Carl Popper insisteva nel dire con l’ormai obsoleta televisione cattiva maestra o buona maestra, ma il distinguo sta proprio nella qualità dell’utente.

Il soggetto diventa oggetto e/o soggetto dipendente, quindi si gioca i propri spazi di libertà personale.

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Social Network nel mondo

Su 7,5 miliardi di popolazione mondiale, 3,8 miliardi di persone sono collegate alla rete e ben 3 miliardi sono utenti attivi sui social network. Un mondo, una generazione che parla un linguaggio decisamente diverso. Interpretazione della vita decisamente diversa. Per essere riconosciuto un professionista, un’agenzia deve stare nella vetrina dei netwotk della Inutile ripetere che negli ultimi anni l’evoluzione tecnologica ha cambiato radicalmente le nostre vite. Internet, più di ogni altra cosa, ha trasformato molti aspetti delle abitudini relazionali: una whattsappata e un parteciperò, et voilà, organizzata la serata! Un evento e una foto taggata, et voilà, …, ripeto: inutile dirlo!
Ma il web e i social network non hanno intaccato solo i rapporti e le relazioni interpersonali, sono stati in grado di rivoluzionare anche il mondo del lavoro, chiedendo alle aziende di resettare strategie e impostazioni. Per questo, vogliamo fornirvi un’analisi dettagliata dei social network più utilizzati al mondo. 
Però, che siate aziende o socialnetworkaddicted, prima della marea di informazioni, numeri, dati e percentuali, dovete sapere che per andare avanti in questa lettura serve una regola che chiameremo: ce ci n’est pas… un post. Considerate questo pezzo come fosse una Polaroid scattata in questo preciso giorno, poiché su internet si sa, tutto scorre e il paesaggio domani potrebbe già essere diverso.

 

Social Network nel mondo: i famosissimi

The Big Facebook  

Nel mare del web tutto scorre ad alta velocità, ma una cosa non è mai cambiata: Facebook, il social network che non ha bisogno di presentazioni, è ancora il più utilizzato a livello planetario, padroneggiando in 119 su 149 paesi analizzati da vincos.it. Se fosse una nazione sarebbe di certo la più popolosa al mondo, contando 2,01 miliardi di utenti attivi al mese (dati aggiornati al 30 giugno 2017).

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