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Giovani e non incantati dal WEB

 I giovani non usano internet (molto) più degli adulti; quello che cambia è il mezzo e la piattaforma. La cultura interpretativa della vita tra giovani ed adulti è diversa, la differenza è il mondo social che apparine alle nuove generazione e il mondo degli adulti che scimiotta male l’uso. In entrambi i casi il più delle volte mancano gli elementi necessari per la discrezionalità dell’USO dei Net, come strumento, come piattaforma che oggi sostituisce l’Agorà, mai le relazioni.

Si fa un gran parlare di internet, di social network e digitalizzazione. E quando lo si fa il riferimento è quasi sempre ai giovani, alle nuove generazioni, che con il web sono nate e cresciute. Come se il presente e il futuro dei new media riguardasse solo gli under 30, con tutti gli altri fermi all’angolo. La realtà, però, dati alla mano, è ben diversa e più frastagliata. Se è vero che c’è tutta una fascia d’età, quella che va dai 18 ai 25 anni, per cui smartphone e tablet sono ormai un’estensione naturale delle mani, è altrettanto vero che il divario con gli adulti, tra i 40 e 55 anni, non è poi così ampio. Almeno in termini di tempi di connessione e fruizione d’informazione. Quello che cambia è il mezzo utilizzato e, sempre più spesso, la piattaforma.

«Le fasce più giovani della popolazione tendono a sperimentare maggiormente nuove piattaforme e nuove modalità espressive, mentre quelle più avanzate (d’etàndr.) sono sempre più presenti su piattaforme come Facebook. L’accesso a Internet da desktop e laptop continua a decrescere, anche perché è lo smartphone a rappresentare – per i ragazzi più giovani – lo strumento più ovvio attraverso cui accedere a internet», sostiene Luca Della Dora, Marketing & Innovation Director We Are Social IT.

 

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Stando a quanto emerge dal Digital In 2017, il report annuale sull’utilizzo di Internet, social media e mobile nel mondo, che l’agenzia ha stipulato in collaborazione con Hootsuite, i social media non sono più soltanto un hot topic dei più giovani, ma si sono trasformati in strumento di informazione e comunicazione alla portata di tutti. Questo è evidente già dai numeri sull’utilizzo di Facebook: sono 5 milioni 530mila gli utenti di età compresa tra i 18 e i 24 anni; 5 milioni 820mila quelli tra i 45 e i 54 anni.

 

Genitori e figli a confronto

Le cose cambiano drasticamente se si prendono in considerazione i teenager tra i 13 e i 17 anni, per i quali il numero scende a 1 milione 130mila utenti. Il motivo è da ricercare sicuramente nell’utilizzo di questa fascia di età di piattaforme considerate ancora più appetibili, quali Instagram e Snapchat. Questo perché, nella gran parte dei casi, l’adolescente tra gli amici di Facebook si troverebbe i genitori, cosa che non succede sui social più moderni.

La ricerca di informazioni

Una ricerca condotta dall’Istituo Ixe mostra come il web sia la fonte d’informazione principale per la grandissima parte dei 18-44enni (78% nella fascia 18-24, 72% tra i 25-34enni e 57% tra i 35-44enni), poi il suo peso si riduce progressivamente con l’aumentare dell’età, scendendo al 47% per gli adulti tra i 45 e i 54 anni, al41% nella fascia 55-64 e 26% per gli anziani tra i 65 e i 74 anni.

 

Istituto Ixe

Inoltre, la quasi totalità dei 18-44enni ha una modalità di utilizzo di internet “always on” ovvero ogni giorno ed anche più volte al giorno o permanentemente (si va dal 95% dei 35-44enni al 100% dei 25-34enni). È interessante notare, però, come in questo caso, tutte le fasce d’età, utilizzino la rete come principale fonte di informazione nella stragrande maggioranza dei casi. Infatti, l’85% delle persone di età compresa tra i 45 e i 50 anni ha dichiarato di collegarsi a Internet ogni giorno anche più volte al giorno. Percentuale che sale addirittura al 93% tra i 55-64enni.

 

Istituto Ixe

 

«Naturalmente per ‘informazione’ si intende un ampio spettro tematico che va dall’attualità alla cronaca, agli eventi e appuntamenti e dalle notizie dal mondo a quelle del proprio quartiere – si legge sul report Ixe -. I giovani nella ricerca di informazioni utilizzano primariamente i social network, gli over 55 anni cercano notizie e leggono i giornali online. In altri termini, nonostante utilizzino il medesimo medium per informarsi, due generazioni agganciate ad abitudini di navigazione diverse, a logiche così diverse nella ricerca di informazioni, saranno raggiunte da notizie diverse e da interpretazioni della realtà diverse».

 

Il vero digital divide

Più che tra giovani e adulti, il divario maggiore è – e continua ad essere – quello tra giovani e anziani. Secondo il Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione, le distanze tra i consumi mediatici giovanili e quelli degli anziani continuano ad essere rilevantissime. Tra i giovani under 30 la quota di utenti della rete arriva al 95,9%, mentre è ferma al 31,3% tra gli over 65 anni. L’89,4% dei primi usa telefoni smartphone, ma lo fa solo il 16,2% dei secondi. L’89,3% dei giovani è iscritto a Facebook, contro appena il 16,3% degli anziani. Il 73,9% dei giovani usa YouTube, come fa solo l’11,2% degli ultrasessantacinquenni. Oltre la metà dei giovani (il 54,7%) consulta i siti web di informazione, contro appena un anziano su dieci (il 13,8%). Il 37,3% dei primi ascolta la radio attraverso il telefono cellulare, mentre lo fa solo l’1,2% dei secondi.

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